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In Italia gli infermieri costituiscono il gruppo professionale più numeroso e diffuso nel settore sanitario: sono quasi mezzo milione (461.313) quelli iscritti agli Ordini. Eppure sono pochi: la carenza di personale infermieristico è un problema significativo nel settore sanitario. E lo scenario futuro appare ancora più critico: si calcola che la carenza stimata sia di 60-100mila nei prossimi cinque anni e la situazione rischia di divenire insanabile con previsioni che arrivano a stimare una carenza di 300mila infermieri al 2035. Per sostenere l’evoluzione della professione in Italia e rispondere in modo innovativo alle esigenze di salute del Paese nasce, su impulso della Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), la Fondazione Infermieri.
In Italia mancano infermieri e infermiere
Gli infermieri in Italia sono 461.313, con un rapporto di 6,5 ogni 1.000 abitanti: un dato inferiore rispetto alla media OCSE che si attesta intorno a 9,5 ogni 1.000 abitanti.
L’età media degli infermieri in Italia è di 46,5 anni, con una netta prevalenza femminile (76,42% donne e 23,58% uomini). Come per i medici, l’età media relativamente elevata e l’alta quota di over-50 (che costituiscono più della metà del totale) indicano che entro il 2035 tra gli 80 e i 110mila infermieri raggiungeranno l’età pensionabile.
L’Italia conta circa 17 laureati in infermieristica per 100.000 abitanti (tra i valori più bassi OCSE, così come inferiori alla media risultano le retribuzioni). Tra oggi e il 2029, si prevedono circa 73-86mila nuovi laureati in infermieristica, ma è un numero non sufficiente per neutralizzare la dinamica parallela dei pensionamenti e della crescente domanda e a peggiorare lo scenario si aggiunge il crollo dell’attrattività per la professione.
Un nuovo infermiere per una nuova sanitÃ
«La Fondazione rappresenta una risorsa in più per gli infermieri e appartiene agli infermieri, in quanto, man mano che partiranno le varie progettualità , sarà in grado di fornire risposte concrete per incentivare la formazione e la ricerca, avendo come stella polare lo sviluppo della professione, validazioni scientifiche, percorsi per promuovere il benessere di tutti gli iscritti all’Albo» ha dichiarato Barbara Mangiacavalli, presidente Fondazione Infermieri e FNOPI, durante la presentazione a Roma della neonata fondazione professionale.
La Fondazione si colloca in un momento storico in cui il Servizio sanitario nazionale è chiamato a trasformarsi per far fronte a sfide complesse: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità , l’espansione della sanità territoriale, lo sviluppo della telemedicina, l’intelligenza artificiale nei processi assistenziali e la crescente domanda di competenze avanzate. E nasce proprio per fornire strumenti di ricerca, formazione e innovazione per affrontare queste sfide. In questo scenario, infatti, «l’infermiere può assumere un ruolo centrale come professionista evoluto, competente nella gestione dei bisogni di salute e nella presa in carico della persona, delle famiglie e delle comunità ».
«La nascita della Fondazione Infermieri rappresenta un momento importante, soprattutto per le associazioni di pazienti che da sempre collaborano con la FNOPI. Il progetto permetterà di rinsaldare il rapporto e di migliorare la qualità di vita dei pazienti» ha detto Antonella Celano, presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMARR). L’infermiere, infatti, gioca un ruolo centrale nei percorsi di cura personalizzati, costruiti sui bisogni e sui valori della persona.
Di collaborazione ha parlato anche Massimiliano Zuccari, consigliere nazionale di Confcooperative Sanità . «Occorre creare alleanze e cooperare a favore della comunità . Solo così potremo assicurare un modello equo, giusto e sostenibile nel sistema sanitario nazionale».
La Fondazione è un progetto che nasce dalla professione, ma che guarda a tutta la società : alla tutela delle persone fragili, all’innovazione dei servizi e alla costruzione di un sistema più vicino, competente e umano. Con l’obiettivo di rafforzare l’efficienza, l’equità e la resilienza del Servizio sanitario nazionale.
Uno sguardo al futuro: infermieri e infermiere nei prossimi dieci anni
Nei prossimi dieci anni il ruolo del personale infiermeristico assumerà una valenza strategica su più fronti: infermieri e infermiere saranno protagonisti della sanità territoriale, guide nei percorsi di cronicità , esperti nell’uso delle tecnologie e punti di riferimento per le famiglie e le comunità . Secondo la Fondazione, l’infermiere del futuro sarà sempre più autonomo e responsabile, con un ruolo definito e riconosciuto nell’organizzazione sanitaria.
Una figura chiave nella prevenzione, nella gestione delle emergenze territoriali e nella resilienza dei sistemi sanitari e un professionista digitale, capace di integrare intelligenza artificiale, big data e strumenti di e-health. Da qui anche l’importanza della formazione continua.


