Craig Venter, lo scienziato imprenditore che sfidò il Progetto Genoma Umano. È morto a 79 anni

Craig Venter, lo scienziato imprenditore che sfidò il Progetto Genoma Umano. È morto a 79 anni

di Simona Regina
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Simona Regina

Perché ne stiamo parlando
È stato un visionario, audace, divisivo: ha rivoluzionato la biologia e il suo contributo ha accelerato in modo decisivo il passaggio verso una medicina sempre più personalizzata. Pioniere nel campo della biologia sintetica, imprenditore seriale, è morto ieri, 29 aprile, a San Diego.

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C’è chi lo ricorda come un visionario che ha trasformato la genomica e la biologia, un uomo che ha creato ponti tra la scienza e l’industria, incarnando perfettamente la figura dello scienziato imprenditore. E chi, invece, evidenzia criticamente che abbia introdotto la mentalità capitalistica e tipica della Silicon Valley in un campo tradizionalmente dominato dalla cautela accademica. Iconica la sua foto, metà scienziato (in camice bianco) e metà imprenditore (in giacca nera).

Ieri, 29 aprile, all’età di 79 anni, è morto a San Diego J. Craig Venter, fondatore, presidente e CEO del J. Craig Venter Institute.

Scienziato di fama mondiale, è stato il protagonista della “corsa” al genoma umano, guidando la ricerca privata che ha sfidato l’Human Genome Project, il consorzio pubblico internazionale finanziato con 3 miliardi di dollari dal governativo statunitense. Risultato condiviso.

«Negli anni ’90, ritenendo il progetto pubblico troppo lento, fondò Celera Genomics e lanciò una sfida privata con l’obiettivo di decodificare il genoma umano prima e meglio» ricorda il genetista Giuseppe Novelli, ordinario di Genetica medica all’Università di di Roma “Tor Vergata. E utilizzando la tecnica dello “shotgun” – il suo metodo noto come whole genome shotgun sequencing che consente di sequenziare rapidamente diverse parti del genoma in parallelo e di ricomporle nell’ordine corretto utilizzando il machine learning – favorì un’accelerazione decisiva della ricerca.

«La corsa per completare la sequenza umana fu una competizione guidata dal testosterone tra i consorzi statunitensi e britannici, con le grandi personalità di Francis Collins e Eric Lander da una parte e il team di Craig dall’altra. Non c’è dubbio che questa competizione abbia accelerato enormemente i tempi e si concluse sostanzialmente con un pareggio, con entrambe le parti che pubblicarono simultaneamente su Science e Nature» ricorda John Hardy, professore di neuroscienze e responsabile della ricerca all’UK Dementia Research Institute dell’University College London.

«Craig era una figura divisiva, non avrebbe mai vinto un premio come diplomatico dell’anno» riferisce Roger Highfield, direttore scientifico del Science Museum Group e curatore della sua biografia A Life Decoded. L’allora presidente Barack Obama gli conferì, però, la National Medal of Science per il suo lavoro in genetica. «Craig – aggiunge Highfield – accelerò senza dubbio la corsa al primo genoma umano di diversi anni, anche grazie all’intuizione che il sequenziamento fosse un problema di potenza computazionale, non di chimica. Dopo questa competizione, nel 2007 Craig pubblicò il primo genoma completo di un essere umano e, naturalmente, era il suo».

Pioniere nel campo della biologia sintetica, nel 2010 ha annunciato la creazione del primo batterio con un genoma completamente sintetizzato in laboratorio, una cellula soprannominata “Synthia”. «Scoperta che non solo aprì nuove frontiere scientifiche, ma sollevò anche profonde questioni bioetiche sul ruolo dell’umanità nella creazione della vita» osserva Novelli.

Instancabile nel costruire il futuro. «Anche nelle settimane precedenti la sua morte – evidenzia il genetista italiano – Venter ha continuato a guidare il suo team verso nuovi orizzonti. Il suo gruppo ha recentemente infatti reso pubblico un preprint che descrive la creazione di una cellula batterica sintetica vivente a partire da una cellula “morta”. Una svolta che possiamo definire “cellule zombie” in senso scientifico. Utilizzando la Whole Genome Transplantation (WGT) su cellule di Mycoplasma capricolum bloccate chimicamente (tramite mitomicina C), il team di Venter è riuscitio a impiantarvi un genoma sintetico di Mycoplasma mycoides, resuscitando la cellula in un nuovo organismo vivente e funzionale».

Il risultato? «È il primo esempio di cellula batterica sintetica costruita a partire da componenti non viventi, superando la dipendenza da marcatori di resistenza agli antibiotici e aprendo la strada alla costruzione di cellule ingegnerizzate per applicazioni biomediche e industriali».

Imprenditore seriale, ha fondando istituzioni e aziende: oltre a Celera Genomics, Human Longevity (un’impresa dedicata a trovare nuovi modi per combattere malattie legate all’invecchiamento, come l’Alzheimer) e, più recentemente, Diploid Genomics.

«La sua spinta a pensare in modo diverso e a passare all’azione ha cambiato per sempre il modo di fare scienza» dice Novelli.

«Craig credeva che la scienza progredisse quando le persone sono disposte a pensare in modo diverso, agire con decisione e costruire ciò che ancora non esiste» ha evidenziato Anders Dale, presidente del J. Craig Venter Institute.

«Con Craig Venter scompare uno dei protagonisti assoluti della genomica moderna» puntualizza Paola Grammatico, presidente della Società italiana di genetica umana (SIGU), che a INNLIFES, proprio poco tempo fa, ha ricordato l’impatto trasformativo del sequenziamento del genoma umano: «è stato una pietra miliare che ha fornito una risorsa fondamentale per i ricercatori e le ricercatrici che si occupano dello studio delle malattie genetiche».

«Il contributo di Venter ha accelerato in modo decisivo il passaggio verso una medicina sempre più personalizzata e basata sull’informazione genetica. E oggi le sue intuizioni sono alla base di molte delle applicazioni cliniche che stiamo sviluppando e implementando anche nel nostro Servizio Sanitario Nazionale».

 

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