Dal Dna antico al cancro, ecco i 102 progetti dello Human Technopole

Dal Dna antico al cancro, ecco i 102 progetti dello Human Technopole

di Laura Morelli
Immagine di Laura Morelli

Laura Morelli

Perché ne stiamo parlando
I 102 progetti presentati dallo Human Technopole indagano tumori, malattie neurodegenerative, genetiche, sonno e DNA antico grazie a tecnologie avanzate e open innovation.

Getting your Trinity Audio player ready...

Dalla ricerca di nuovi farmaci per il tumore al seno metastatico fino a quella contro l’insorgenza di una rara malattia del sonno passando per l’evoluzione del DNA nel corso delle epoche passate.

Sono di varia natura i 102 progetti presentati dallo Human Technopole che hanno potuto accedere a tecnologie e strumenti di ricerca avanzati all’interno delle Piattaforme Nazionali, cioè quelle tecnologie all’avanguardia nel campo della genomica, dell’editing genomico e modelli di malattia, della microscopia ottica, della biologia strutturale e della gestione e analisi dei dati messe a disposizione di ricercatori provenienti da tutta Italia.

Si tratta di progetti che hanno partecipato al bando promosso da Ht a giugno dello scorso anno, i cui risultati del primo sono stati presentati a Milano in occasione dell’evento “Open HT – La giornata aperta sulle scienze della vita”.

I progetti

Le aree di indagine al centro di questi primi progetti, ha comunicato lo Human Technopole, spaziano dalle singole patologie alla genomica di popolazione, con una predominanza di studi dedicati ai tumori. Più di un terzo delle ricerche, 39 in totale, si occuperanno infatti di indagare l’origine, l’evoluzione e le possibili cure per diversi tipi di cancro. Tra le altre tematiche maggiormente approfondite, dieci progetti saranno inoltre dedicati alle malattie neurodegenerative, mentre sette a quelle genetiche.

Da Milano a Bari, passando per Bologna, Roma e Napoli, i ricercatori responsabili di questi studi – provenienti da Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico – IRCCS, enti di ricerca e università – avranno accesso alle strutture di Human Technopole e potranno utilizzare le tecnologie avanzate di cui l’Istituto dispone per portare avanti i propri progetti.

In particolare gli strumenti a cui potranno accedere i ricercatori spaziano da microscopi ottici all’avanguardia a crio-microscopi elettronici, che permettono di osservare l’interno delle cellule praticamente a livello atomico, ai più recenti sequenziatori genomici, che consentono l’analisi del DNA, dell’RNA, della cromatina e di altri marcatori dell’attività epigenetica e regolatoria, a piattaforme di editing genomico e per la creazione di cellule staminali e organoidi, all’analisi di Big data.

«Aprendo le proprie strumentazioni alla comunità scientifica, Human Technopole funge da catalizzatore per la ricerca italiana nel campo delle scienze della vita secondo un vero e proprio modello di open innovation, ambendo a divenire punto di riferimento per la ricerca nazionale e internazionale – ha commentato il presidente di Ht Gianmario Verona . Le cinque Piattaforme, progettate per centralizzare tecnologie molto avanzate e dialogare l’una con l’altra, permettono ai ricercatori di avere un supporto a 360 gradi e una transizione fluida tra diversi ambiti di studio. Questa iniziativa non solo favorisce la ricerca scientifica, ma anche il trasferimento tecnologico, un tema strategico per l’Italia in questo momento storico».

Human Technopole: attirare cervelli

A cinque anni dall’avvio delle sue attività, Ht conta oggi un organico di 500 persone, di cui l’80% ricercatori e personale di supporto tecnico-scientifico. Come ha evidenziato Verona in un commento pubblicato sul Sole 24 Ore, «Human Technopole (Ht), iniziativa finanziata da Mef, Mur e ministero della Salute, in poco più di un lustro è riuscita a catalizzare il rientro del 40% delle 500 persone che popolano il suo staff (di cui il 53% donne e con una età media di 30 anni), a partire dal direttore e dai direttori dei centri di ricerca provenienti da prestigiosi istituti, tra cui Max Planck, Wellcome Sanger e Riken-Ims.

Il 40% del personale di ricerca, continua poi il presidente, arriva dall’estero, di cui un centinaio di italiani, che hanno già pubblicato oltre 488 articoli con affiliazione HT e ottenuto 26 milioni di finanziamenti esterni tramite grant e borse di studio europei ed internazionali, inclusi cinque ERC – i prestigiosi grant della Commissione Europea.

Keypoints

  • Sono 102 i progetti di ricerca selezionati da Human Technopole in tutta Italia, incentrati su temi che spaziano dal tumore al seno metastatico a malattie rare del sonno, grazie all’accesso a tecnologie avanzate nelle cinque Piattaforme Nazionali.

  • Oltre un terzo dei progetti (39) si concentrano sullo studio del cancro, seguiti da 10 sulle malattie neurodegenerative e 7 su quelle genetiche, dimostrando un’attenzione prevalente verso l’oncologia.

  • I ricercatori, distribuiti su tutto il territorio nazionale, potranno utilizzare strumenti all’avanguardia come crio-microscopi, sequenziatori genomici e piattaforme di editing genetico per le loro indagini.

  • L’iniziativa “Open HT” riflette il modello di open innovation adottato da Human Technopole, che mira a diventare un hub di riferimento per la ricerca biomedica italiana e internazionale, promuovendo anche il trasferimento tecnologico.

  • In cinque anni Human Technopole ha attratto 500 professionisti (80% ricercatori), tra cui molti rientrati dall’estero, e ha ottenuto 26 milioni di euro in finanziamenti esterni, con 488 pubblicazioni e cinque ERC grant all’attivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato su tutte le novità