Sanità digitale, la Lombardia lancia il Centro di competenza per governare l'IA e i dati sanitari

Sanità digitale, la Lombardia lancia il Centro di competenza per governare l’IA e i dati sanitari

di Giulia Toniutti
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Giulia Toniutti

Perché ne stiamo parlando
Per una sanità più moderna, efficiente e capace di rispondere ai bisogni della popolazione, la Lombardia annuncia la nascita di un Centro di competenza regionale per guidare l’innovazione oltre la fase del PNRR e accompagnare la digitalizzazione del sistema sanitario

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Immaginate un algoritmo capace di leggere i dati trasmessi da un dispositivo impiantabile e anticipare uno scompenso cardiaco prima che si manifesti. Questa applicazione della medicina predittiva è uno degli esempi che sta trasformando il dato in salute.

Per governare il rapporto tra digitale e salute, la Regione Lombardia ha annunciato l’istituzione di un Centro di competenza regionale sulla sanità digitale per sostenere le iniziative del territorio, promuovere un uso sicuro ed etico dell’intelligenza artificiale e accompagnare al meglio la trasformazione digitale della sanità.

Un ecosistema in metamorfosi verso l’Europa

«Il digitale è un fattore abilitante e collante del nostro settore, un facilitatore per sviluppare soluzioni che devono essere sempre più interconnesse per avere più salute e una vita più di qualità per tutti i cittadini e tutti i pazienti», ha sottolineato Nicoletta Luppi, vicepresidente di Assolombarda con delega Life Science e Europa, in apertura dell’incontro ospitato oggi dall’associazione delle imprese, a Milano, per riflettere sull’attuale fase di transizione. Parola chiave: integrazione. Per valorizzare le partnership pubblico-privato e capitalizzare la trasformazione digitale per una sanità migliore.

L’integrazione tecnologica sta portando a una vera e propria «metamorfosi» del rapporto tra cura e innovazione. La sfida è fare in modo che l’eccellenza diventi «patrimonio diffuso del nostro servizio sanitario» e non resti confinata a singoli progetti pilota, proiettando così il modello lombardo in una dimensione europea per aumentarne l’attrattività.

Il nuovo centro regionale per l’IA

«L’istituzione del centro servirà a cristallizzare i servizi sociosanitari attraverso nodi di competenze che già esistono nelle nostre aziende» ha spiegato Giovanni Delgrossi, dirigente dei sistemi informativi della DG Welfare.

Questo nuovo organismo non sarà un ente burocratico, isolato, ma una struttura finalizzata a sostenere le iniziative promosse dai professionisti e dalle aziende del territorio. L’obiettivo primario è fornire indirizzi chiari per un utilizzo sicuro e consapevole dell’intelligenza artificiale, garantendo quella sicurezza giuridica necessaria affinché il personale medico possa integrare i sistemi di supporto decisionale nella pratica clinica quotidiana senza incertezze.

Le persone come vero sistema operativo della salute

L’efficacia della tecnologia non dipende, infatti, solo dalla potenza di calcolo, ma anche dalla capacità degli operatori di interpretare e agire sui dati raccolti dal sistema. Lo ha evidenziato con forza Carlo Nicora, direttore scientifico di Health Ecole: «nella sanità digitale il sistema operativo è la competenza delle persone», identificando nello sviluppo delle abilità professionali lo strato necessario per trasformare la potenza computazionale in azione intelligente.

Attualmente esiste un divario culturale significativo: sebbene il 98% dei medici di medicina generale dichiari di utilizzare il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), solo il 42% dei cittadini italiani ha autorizzato la visibilità dei propri dati. In Lombardia questa percentuale sale all’81%, ma permane la necessità di una formazione continua per i professionisti sanitari affinché sappiano formulare la domanda giusta ai dati e tradurre le risposte in scelte cliniche consapevoli.

L’imperativo dell’interoperabilità semantica e la strategia dei dati

La sfida tecnica più rilevante per i prossimi anni riguarda la capacità dei diversi sistemi informativi di comprendere il significato profondo delle informazioni scambiate. Fulvio Sbroiavacca, coordinatore del Gruppo di lavoro Anitec-Assinform “Digital Transformation in Sanità”, ha definito questo traguardo come un «imperativo semantico», evidenziando che mentre l’interoperabilità tecnologica è avanzata, quella semantica è ancora l’aspetto più arretrato del sistema.

Senza un linguaggio universale che permetta ai computer di “capirsi” e non solo di “parlarsi”, risulta impossibile costruire modelli affidabili di digital twin, gemelli digitali del paziente per migliorarne la presa in carico e la gestione della salute.

Per ovviare a questo problema, il White Paper “Tecnologie e policy per il futuro della sanità digitale” di Anitec-Assinform (ne abbiamo parlato qui), suggerisce che ogni organizzazione sanitaria debba adottare una propria «data strategy», con figure dedicate a comprendere quali dati sono disponibili e come possono essere valorizzati per migliorare la vita del paziente.

Eliminare barriere tecnologiche (e culturali) per accelerare la trasformazione digitale è prioritario: perché ogni dato connesso è un passo avanti verso diagnosi più rapide, e cure più efficaci. Dalle life sciences all’innovazione ospedaliera, le tecnologie digitali hanno un ruolo centrale nel ripensamento dei modelli sanitari, nella gestione dei dati, nella ricerca clinica e nell’evoluzione dei percorsi di cura.

Dalla ricerca alla clinica: il cambiamento in corso

La Lombardia è il cuore pulsante dell’innovazione, ospitando il «30% delle startup italiane del settore», ha ricordato Elena Paola Lanati (Indicon). L’impatto clinico della digitalizzazione è già visibile nei numeri: Andrea Scotti (Boston Scientific) ha rivelato che l’uso del machine learning ha permesso di passare «dal 35% all’87% di precisione nell’individuare il paziente corretto per una terapia». Parallelamente, Alessandro Ferri (Advice Pharma) ha evidenziato come le terapie digitali siano ormai «generatori di dati strutturati per la ricerca», mentre Carlo Malgieri (Laife Reply) ha mostrato come la verticalizzazione dei modelli di linguaggio (LLM) permetta di «estrarre correlazioni scientifiche non visibili» nei referti oncologici.

Ospedali digitali e la sfida della continuità

Ma quali sono le sfide per gli ospedali e le strutture sanitarie? Focus sulla gestione operativa. Francesca De Giorgi (Istituto neurologico Besta) ha chiarito che «il dato è unico e deve essere possibile utilizzarlo senza ripetizioni sia per l’assistenza che per la ricerca». Un esempio di integrazione complessa è stato portato da Roberto Angelini (Galeazzi Sant’Ambrogio), che ha descritto l’unione di anime cliniche diverse sotto «processi comuni guidati dalla qualità».

L’efficienza passa anche dal supporto al paziente dopo la visita: Giuseppe Faraci (ReportAId) ha lanciato un allarme spiegando che «soltanto il 30% dei pazienti torna a fare ciò che gli è stato prescritto», un gap che l’IA può colmare automatizzando il follow-up. Luana Pruiti Ciarello (Medtronic) ha esortato il sistema a «non proteggere a tutti i costi lo status quo» per favorire la partnership pubblico-privato, mentre Riccardo Breda (Cisco) ha ricordato che «l’infrastruttura di rete è il cuore abilitante» per garantire connessioni sicure e latenze minime richieste dall’IA.

La sopravvivenza del nostro Servizio sanitario nazionale

Il digitale è una scelta esistenziale per la sanità: ne è convinto Cristian Ferraris, vicedirettore generale di Assolombarda. «Il digitale è indispensabile per garantire che questo sistema sanitario vecchio di oltre 40 anni sopravviva a sé stesso», ha dichiarato, sottolineando come la frammentazione delle fonti di finanziamento renda oggi difficile ricostruire il percorso del paziente. La sfida finale è dunque riuscire a rispondere con equità ai bisogni di una popolazione sempre più anziana, valorizzando i dati – un patrimonio informativo enorme – per eliminare le duplicazioni delle prestazioni e migliorare l’appropriatezza.

Keypoints

  • La Regione Lombardia istituisce un Centro di competenza per dare una governance unitaria all’innovazione digitale e garantire sicurezza nell’uso dell’intelligenza artificiale.
  • La competenza del personale sanitario rappresenta il vero sistema operativo necessario per trasformare la potenza tecnologica in decisioni cliniche efficaci.
  • L’interoperabilità semantica è la priorità tecnica fondamentale affinché i diversi sistemi informatici possano condividere lo stesso linguaggio universale.
  • L’intelligenza artificiale permette già oggi di prevedere eventi critici come lo scompenso cardiaco con un mese di anticipo migliorando drasticamente la prevenzione.
  • La digitalizzazione e la lettura integrata dei dati sono considerate essenziali per garantire la sostenibilità economica e la sopravvivenza del sistema sanitario nazionale.

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