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«250 miliardi di euro, pari al 10% del PIL italiano»: è il valore stimato del mercato degli acquisti della Pubblica Amministrazione e delle società parastatali nel 2025. E una quota significativa riguarda la fornitura di dispositivi medici e prodotti farmaceutici destinati agli ospedali.
Un sistema di queste dimensioni comporta una complessità enorme: «ogni giorno vengono pubblicate migliaia di gare e ogni bando può richiedere l’analisi di centinaia di pagine di documentazione» spiega Andrea Zorzetto che, insieme a Matteo Bossolini, ha fondato la startup Cato, portando l’intelligenza artificiale negli appalti pubblici.
Un processo lungo e oneroso, che assorbe tempo e competenze altamente qualificate: «processi opachi, documentazione dispersiva, tempo sprecato a capire cosa serve prima ancora di poter costruire un’offerta».
È proprio in questo contesto che si inserisce la piattaforma di intelligenza artificiale progettata per liberare le aziende dal peso delle attività documentali ripetitive e rendere l’intero processo delle gare d’appalto più rapido ed efficiente.
Laurea in economia, master in politiche pubbliche, primo lavoro come policy advisor al Ministero del tesoro britannico, Zorzetto ha 24 anni quando rientra in Italia con Plug and Play, la più grande piattaforma di open innovation. Nel 2023 fonda la sua prima startup. Inizia a lavorare a Cato lo scorso anno, dopo l’incontro con Bassolini, che studia economia tra la Cattolica (Milano) e ESCP (Parigi, Berlino) e programma da quando ha 12 anni. Zorzetto, CEO di Cato, legge di startup negli USA che introducono l’intelligenza artificiale nella gestione delle gare d’appalto. Bossolini, CTO di Cato, nel frattempo intercetta l’interesse di una PMI: «voleva un’IA per le gare d’appalto».
E così inizia tutto: costituiscono la società il 26 settembre 2025. Il nome? «Deriva da Catone, che nel II secolo a.C. impose trasparenza e rigore nella gestione degli appalti pubblici romani».
Una piattaforma per automatizzare gli appalti pubblici
Cato automatizza l’intero ciclo di vita delle gare d’appalto: la piattaforma supporta le imprese dalla ricerca delle opportunità alla presentazione dell’offerta finale.
«Al centro del sistema – spiega Zorzetto – c’è un agente AI operativo che monitora in tempo reale i portali della Pubblica Amministrazione, analizza capitolati e disciplinari, estrae automaticamente i requisiti e compila la documentazione necessaria».
E così, attività che richiedevano giorni di lavoro possono essere ridotte a pochi minuti. Meno burocrazia, più tempo per concentrarsi sulla qualità delle offerte.
Come funziona la piattaforma: ricerca, analisi, compilazione e archiviazione
Cato integra un monitoraggio continuo dei portali italiani e utilizza modelli di intelligenza artificiale per leggere e interpretare documenti complessi, come capitolati e specifiche tecniche.
Sulla base dei dati aziendali, la piattaforma compila automaticamente moduli amministrativi e relazioni tecniche, migliorando progressivamente la precisione grazie all’apprendimento dai dati storici.
«Cato – spiega infatti Zorzetto – crea un archivio strutturato delle gare passate, permettendo di analizzare competitor, risultati e trend». Un patrimonio informativo che consente alle aziende di affinare le strategie e aumentare le probabilità di successo.
Impatto nel settore Life Science
Cato conta attualmente oltre 30 clienti, con una presenza significativa nei settori della sanità. «La piattaforma è pensata infatti proprio per gli uffici gare e i team commerciali di aziende attive nel campo dei dispositivi medici, servizi sanitari, oltre che servizi IT e forniture, dove la partecipazione ai bandi è altamente strategica ma anche esposta al rischio di esclusione per vizi formali» osserva Zorzetto, sottolineando che in questi ambiti l’efficienza operativa non è solo una questione aziendale. Ha un impatto diretto sulla qualità dei servizi pubblici e, di conseguenza, sulle comunità.
Investimenti e prospettive di crescita
Cato ha chiuso un round pre-seed da 1,6 milioni di euro, guidato da Italian Founder Fund e supportato da Heartfelt, Vento,
Moonstone, Alecla7, BHeroes, Nova Venture, Italian Angels for Growth (IAG) e altri investitori privati.
«Quando nel 2019 ho portato Plug and Play in Italia, era raro vedere round pre-seed di questa portata» commenta Zorzetto. «Oggi è più comune, ma una cifra così rilevante a poche settimane dalla partenza è stato un segnale molto incoraggiante. Le gare d’appalto, pur essendo poco visibili nel mondo del venture capital e delle startup, hanno un peso enorme nell’economia e per la prima volta, grazie all’intelligenza artificiale, possono cambiare radicalmente».
Le risorse raccolte servono per rafforzare il team con esperti di intelligenza artificiale e gare pubbliche, e per accelerare la crescita commerciale, con l’obiettivo di arrivare, dagli attuali 34 clienti, a quota cento attraverso la validazione della tecnologia sul mercato nazionale.
«I fondi li stiamo impiegando per costruire una squadra di primissimo livello, con competenze in appalti e intelligenza artificiale», puntualizza Zorzetto, che ha fondato la startup con l’obiettivo di modernizzare un mercato da 250 miliardi di euro l’anno, ancora fortemente ancorato a processi manuali.
Dalla burocrazia alla strategia
Zorzetto è convinto, infatti, che l’introduzione dell’intelligenza artificiale negli appalti pubblici possa innescare un passaggio chiave: da attività burocratica e ripetitiva a leva strategica per la crescita.
«Riducendo drasticamente il carico operativo e il rischio di errore, Cato permette ai team di concentrarsi su ciò che conta davvero: costruire offerte tecniche ed economiche più solide e competitive».
Attualmente, infatti, gli uffici gare e commerciali sono sistematicamente sovraccarichi di burocrazia. E meno burocrazia, conclude, significa più velocità, maggiore qualità e trasparenza e, inevitabilmente, valore per le aziende e per l’intero sistema.
«Dal 21 al 23 aprile saremo a Exposanità e mostreremo la piattaforma in azione».


