Damona Pharmaceuticals e Angelini, un nuovo modello per il trattamento dei disturbi cerebrali

di Gianluca Dotti
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Gianluca Dotti

Perché ne stiamo parlando
Il trial clinico del nuovo farmaco DPX-101 di Damona, possibile grazie al supporto finanziario di Angelini Ventures, è un’opportunità per migliorare il trattamento dei disturbi cerebrali, e inoltre apre le porte a nuovi modelli nel campo delle life science: abbiamo raccolto il punto di vista dei protagonisti.

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Damona Pharmaceuticals, biofarmaceutica che sviluppa molecole contro i deficit cognitivi associati ai disturbi cerebrali, ha ricevuto lo scorso novembre l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (Fda) statunitense per avviare uno studio clinico di fase 1 su DPX-101, un farmaco progettato per migliorare le funzioni cognitive in persone colpite da disturbi cerebrali come schizofrenia, Alzheimer e depressione. Il farmaco ha lo scopo di ripristinare le connessioni tra le cellule del cervello e ridurre i problemi cognitivi legati a queste malattie, rispondendo a un bisogno significativo nel mercato globale della salute mentale.

Gli studi preliminari hanno indicato che DPX-101 potrebbe avere un effetto positivo sulla memoria e sull’equilibrio dell’attività cerebrale, aprendo anche ulteriori opportunità di trattamento. Il trial clinico previsto per i prossimi mesi, che coinvolgerà adulti sani, sarà essenziale per valutare sicurezza e tollerabilità del farmaco e raccogliere dati utili in vista di un suo potenziale utilizzo su larga scala. Lo studio clinico rappresenta un passo importante nel portare sul mercato una terapia innovativa per affrontare disturbi sempre più diffusi, attraendo potenziali investitori all’interno del mercato sanitario e farmaceutico.

Damona Pharmaceuticals è una società di venture capital che fa parte del portafoglio di Angelini Ventures, il fondo di corporate venture capital del gruppo Angelini che investe in aziende con soluzioni innovative nel campo delle biotecnologie e della sanità digitale, sostenendo progetti che spaziano dalle terapie avanzate alla tecnologia medica e investendo in startup promettenti per valorizzare il trasferimento tecnologico. Per INNLIFES abbiamo parlato del potenziale di DPX-101, e delle prospettive di investimento nel settore, con il Ceo di Damona Pharmaceuticals John Reilly e con il Senior Principal di Angelini Ventures Thomas Thestrup. Il tutto nei giorni che precedono la 43esima edizione della J.P. Morgan Healthcare Conference (in programma a San Francisco dal 13 al 16 gennaio), dove migliaia di imprese e investitori – incluse Damona Pharmaceuticals e Angelini Ventures – si confrontano sulle tendenze e l’innovazione in campo sanitario e medico.

John Reilly, quali tecnologie e piattaforme sono (e sono state) necessarie per lo sviluppo e la sperimentazione clinica di DPX-101?

 «DPX-101 e altri neurofarmaci in sviluppo presso Damona Pharmaceuticals si basano sull’identificazione di un punto debole nei microcircuiti cerebrali che riguarda il recettore GABA-A, una proteina chiave nei processi di regolazione delle connessioni neuronali. Questa vulnerabilità può contribuire allo sviluppo dei deficit cognitivi, con una riduzione delle connessioni tra le cellule cerebrali e la difficoltà nell’elaborazione delle informazioni. Del resto, il GABA è il principale neurotrasmettitore inibitorio nel cervello e i farmaci che ne aumentano la funzione sono attualmente utilizzati per trattare condizioni come ansia, disturbi del sonno e dolore. Tuttavia, l’efficacia di questi trattamenti è limitata da un’azione poco mirata, spesso accompagnata da effetti collaterali significativi: Damona ha sviluppato un approccio basato su una conoscenza approfondita dei microcircuiti neuronali e del sistema GABA, combinata con strumenti di chimica di precisione e neurofarmacologia, per creare terapie come DPX-101. L’obiettivo è intervenire direttamente su questa vulnerabilità, ripristinando la funzione cerebrale senza gli effetti collaterali tipici delle terapie più ampie».

«Nel prossimo studio clinico di fase 1 per DPX-101, svolto su volontari sani, sarà utilizzato anche l’elettroencefalografia quantitativa (una tecnica consolidata per monitorare l’attività elettrica cerebrale, qEEG) come biomarcatore per misurare l’impatto del farmaco sui circuiti neuronali. Questo strumento permetterà di raccogliere dati utili non solo per valutare la sicurezza del farmaco, ma anche per verificare l’efficacia del target terapeutico. I microcircuiti neuronali, su cui si basa l’intervento di DPX-101, sono reti di neuroni interconnessi che svolgono funzioni specifiche come l’elaborazione delle informazioni sensoriali e il supporto delle funzioni cognitive: insomma, un obiettivo fondamentale per il trattamento dei disturbi legati ai deficit cognitivi».

Se tutto va bene, quando prevedete di lanciare DPX-101 sul mercato? E che tipo di impatto vi aspettate?

«La FDA ha approvato la domanda di Investigational New Drug (IND) di Damona per avviare il trial clinico di fase 1 di DPX-101, progettato per trattare i deficit cognitivi associati a disturbi cerebrali come Alzheimer, depressione e schizofrenia. Lo studio, previsto per il primo trimestre del 2025, valuterà sicurezza, tollerabilità e farmacocinetica del farmaco, con i risultati attesi nella seconda metà di quest’anno. In caso di esiti positivi, uno studio di fase 1b inizierà entro la fine del 2025, con dati disponibili entro il 2026».

«DPX-101 potrebbe rappresentare un importante passo avanti nel trattamento dei disturbi cognitivi, per cui attualmente non esistono soluzioni farmacologiche efficaci. L’impatto potenziale di questa tecnologia è significativo, considerando la crescente prevalenza globale di condizioni neurologiche: circa 134 milioni di persone convivono con l’Alzheimer, oltre 280 milioni con disturbo depressivo maggiore e circa 24 milioni con schizofrenia. Nel 2025, oltre agli sviluppi clinici di DPX-101, Damona prevede di completare lo sviluppo preclinico di DPX-102, un farmaco mirato ai disturbi d’ansia e all’epilessia, e di espandere la propria pipeline acquisendo la licenza per un nuovo asset. Questo approccio dimostra l’impegno dell’azienda nel rispondere a bisogni medici ancora insoddisfatti con soluzioni innovative e mirate».

Qual è l’importanza per Damona degli investimenti di Angelini Ventures? In altri termini, sarebbe possibile oggi sviluppare un farmaco come questo senza grandi investitori?

«Gli investimenti di Angelini Ventures sono essenziali per sviluppare farmaci innovativi come DPX-101, che adottano nuovi approcci terapeutici. Creare farmaci di prima classe richiede risorse significative per coprire i costi elevati della ricerca e sviluppo, i test preclinici e i trial clinici complessi, oltre a soddisfare i rigorosi requisiti normativi. Senza un solido supporto finanziario, affrontare queste sfide e portare sul mercato soluzioni efficaci per bisogni medici insoddisfatti sarebbe estremamente difficile. Questi investimenti rappresentano non solo un sostegno economico, ma permettono anche una visione strategica per superare le difficoltà del processo di sviluppo farmaceutico».

John Reilly

Thomas Thestrup, perché Angelini Ventures sta investendo in Nord America, oltre che in Europa?

«Sebbene l’Europa e il Nord America vantino centri accademici e competenze di alto livello, i due mercati presentano differenze significative. In Nord America, e in particolare negli Stati Uniti, il settore delle scienze della vita beneficia di un sistema di venture capital altamente sviluppato e ben finanziato, con un mercato pubblico molto attivo che favorisce il finanziamento delle aziende e offre liquidità agli investitori. Inoltre, fusioni e acquisizioni superano costantemente l’andamento europeo, sia in termini di dimensioni sia di volume, contribuendo a creare un ecosistema di interesse globale. Poli di innovazione come Boston, la Bay Area di San Francisco e città canadesi come Toronto e Montreal sono esempi di questa dinamica, supportati da una forte cultura imprenditoriale e da un vasto bacino di talenti qualificati. La stretta collaborazione tra istituzioni accademiche e aziende alimenta ulteriormente l’innovazione, favorendo un numero crescente di spin-out, con aziende e startup che trasformano innovazioni promettenti in opportunità finanziarie. Un’altra caratteristica distintiva del Nord America è la dimensione e l’uniformità del mercato, il più grande al mondo nel settore sanitario e farmaceutico. Le aziende biotech, comprese quelle europee, spesso si concentrano su questo mercato, attratte anche dalla presenza di un unico ente regolatore, la FDA, che semplifica i processi di approvazione rispetto alla frammentazione europea».

Thomas Thestrup

Con la crescente diffusione dei disturbi cerebrali, come si possono coniugare le questioni etiche legate all’accessibilità dei trattamenti con le opportunità di business?

 «I disturbi cerebrali rappresentano sia un bisogno medico sostanziale sia una grande opportunità per migliorare la vita dei pazienti. Angelini ha una storia di trattamento delle malattie cerebrali, e Damona si impegna per servire questa popolazione di pazienti non adeguatamente assistiti, mettendo a disposizione nuove tecnologie e scoperte scientifiche rilevanti. L’approccio di sviluppo è guidato da un dialogo costante con pazienti, caregiver, decisori politici, esperti e consulenti, per garantire che le terapie rispondano alle reali esigenze della comunità. L’obiettivo è bilanciare l’efficacia e l’attrattività del prodotto per i pazienti e i finanziatori, mantenendo al centro l’accessibilità e l’equità delle cure. Affrontare la complessità dei disturbi cerebrali richiede un impegno che unisca innovazione scientifica e responsabilità sociale, con l’ambizione di generare un impatto positivo sulla salute globale».

Quali aree dell’assistenza sanitaria pensa siano più promettenti al momento, e perché?

«Nel settore del sistema nervoso centrale e della salute mentale i progressi scientifici e tecnologici stanno aprendo nuove possibilità, attirando un crescente interesse da parte di media, investitori e realtà farmaceutiche. Questo crescente focus stimola l’innovazione nello sviluppo di farmaci, diagnosi avanzate e interventi terapeutici. Tra i principali driver emergenti ci sono nuove modalità di targeting cerebrale, l’uso di psichedelici di nuova generazione, le interfacce cervello-computer e gli interventi digitali. La medicina di precisione rappresenta un altro ambito promettente, grazie alla combinazione tra potenza di calcolo, biomarcatori avanzati, genomica e terapie personalizzate, che punta a offrire trattamenti più efficaci e risultati migliori per pazienti e società. Angelini Ventures, inoltre, si concentra sulla salute digitale e sulla telemedicina, rispondendo alla necessità di migliorare la gestione delle cure e il monitoraggio continuo attraverso modelli virtuali. Tecnologie come dispositivi indossabili, intelligenza artificiale e Internet of Things stanno accelerando l’innovazione, contribuendo a sviluppare soluzioni più efficaci per migliorare l’esperienza dei pazienti e i risultati clinici».

Keypoints

  • Damona Pharmaceuticals ha ricevuto l’approvazione da parte della FDA per il trial clinico di fase 1 per DPX-101
  • DPX-101 mira a trattare deficit cognitivi legati a Alzheimer, depressione e schizofrenia
  • Gli studi preclinici indicano che DPX-101 ripristina connessioni neuronali e memoria, agendo sul recettore GABA-A
  • Nel 2025 inizieranno i trial clinici di DPX-101 e si completerà lo sviluppo preclinico di DPX-102, concepito contro ansia ed epilessia
  • Angelini Ventures fornisce supporto finanziario e strategico per lo sviluppo di questi (e altri) farmaci per il trattamento dei disturbi cerebrali
  • Il Nord America è centrale per gli investimenti, grazie a un ecosistema biotecnologico sviluppato e un solido sistema di venture capital
  • Damona punta a combinare innovazione e responsabilità sociale per rendere le nuove terapie accessibili

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