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Secondo la World Obesity Federation, più di un miliardo di persone nel mondo convive con l’obesità. E l’Italia, per quanto si parli dei benefici della dieta mediterranea, è purtroppo tra i Paesi UE con la maggiore prevalenza: oltre 23 milioni di adulti con obesità o sovrappeso.
I tempi biblici delle liste d’attesa, la frammentazione dei percorsi di cura sul territorio e la difficoltà nell’intercettare i pazienti contribuiscono a creare un divario tra il bisogno di assistenza e l’effettivo accesso ai servizi.
Proprio in questo spazio si inserisce la mission di Holifya, clinica digitale italiana specializzata nel trattamento farmacologico dell’obesità attraverso l’intelligenza artificiale, che ha appena chiuso un round di investimenti da 2 milioni di euro. Un traguardo reso possibile grazie al supporto di Next Age, il programma dedicato alla Silver Economy della Rete nazionale acceleratori di CDP Venture Capital, e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Growth Engine, Doorway, 20Fund e Zooga VC, oltre a diversi business angels.
L’obiettivo della startup, fondata a Milano nel 2023, è garantire continuità e personalizzazione delle cure, affiancando all’équipe clinica analisi avanzate e un monitoraggio costante della terapia, anche grazie a una tecnologia proprietaria basata sull’intelligenza artificiale che integra dati clinici, diagnostici e comportamentali. «Questo permette, da un lato, di fornire una terapia più mirata e, dall’altro, di far sì che il paziente aderisca e possa continuare» racconta Alessandra Cestaro, CEO di Holifya.
La criticità dell’aderenza terapeutica
In Italia circa la metà dei pazienti con obesità o in sovrappeso potrebbe essere idonea alla terapia GLP-1. Tuttavia, meno dell’1% è oggi in trattamento – l’adozione della terapia tra le più basse in Europa – e più di un quarto abbandona la terapia entro il primo mese o nell’arco del primo anno, per effetti collaterali non gestiti, dosaggio errato o assenza di un percorso clinico strutturato.
Finora Holifya, racconta Cestaro, ha seguito circa 3mila pazienti e attualmente ne gestisce oltre 800 ogni mese. Circa il 90-95% segue una terapia farmacologica, principalmente con semaglutide e tirzepatide, mentre una quota minoritaria affronta il percorso senza farmaci.
Ebbene, grazie alla personalizzazione della terapia, secondo i dati raccolti dalla clinica, i pazienti inseriti nel percorso Holifya hanno raggiunto una perdita di peso del 17% nei primi sei mesi, rispetto a circa il 7% di chi assume il solo farmaco, con un’aderenza terapeutica fino a tre volte superiore agli standard di mercato.
Dallo screening alla presa in carico
Il percorso in Holifya comincia da un pre-screening. Il paziente compila un questionario per capire qual è la strada migliore da seguire e se è idoneo alla terapia farmacologica. Poi si ha la possibilità di effettuare un videoconsulto gratuito di 15 minuti con un professionista sanitario specializzato in obesità, per approfondire la propria condizione e valutare qual è il proprio obiettivo.
«Al paziente viene richiesto di caricare gli esami del sangue in piattaforma per analizzare i parametri ematochimici utili in fase diagnostica» spiega Cestaro. «Si guarda se c’è il colesterolo alto, se c’è una tendenza all’insulinoresistenza o al diabete, e quale può essere la terapia farmacologica indicata. Se non si dispone di analisi recenti, siamo noi stessi a indicare eventuali centri convenzionati. Poi, se il paziente decide di iniziare la terapia, si parte con un dosaggio personalizzato unito a un percorso lifestyle».
Si può scegliere tra un percorso che si rinnova di mese in mese, un percorso semestrale o annuale. Ogni mese si hanno a disposizione due videoconsulti: uno con il medico, l’altro con un nutrizionista. La prima fase è improntata sull’ascolto e l’anamnesi.
L’obesità, infatti, è una malattia multifattoriale, in cui subentrano aspetti come genetica, variazioni ormonali, differenze di genere, che ne determinano una forte variabilità. Durante il percorso di cura molte persone spesso vengono lasciate sole a causa di uno squilibrio tra il numero di persone che necessitano di assistenza e il numero di medici disponibili a seguirli.
«Spesso i pazienti interrompono il trattamento perché non vedono i risultati sperati e si chiedono perché continuare a pagare il farmaco, oppure perché manifestano effetti collaterali e non trovano un supporto tempestivo per gestirli».
Presenza continua di un’équipe medica multidisciplinare
In Holifya il paziente viene seguito da un’équipe medica multidisciplinare. Un medico specialista (un endocrinologo, un dietologo o un diabetologo) che può contattare in chat. Un nutrizionista, figura cruciale per controllare che il paziente assuma la giusta dose di nutrienti. Un health manager dedicato: figura infermieristica che interviene attivamente per assicurarsi che il paziente sia sempre seguito e supportato, monitora eventuali criticità e, quando necessario, le sottopone al medico per una valutazione. Un personal trainer per supportare non soltanto il mantenimento della massa magra, ma anche la costruzione di ulteriore muscolo.
E di recente il team ha inserito anche due psicologhe esperte nella psicologia del paziente con obesità.
La piattaforma, invece, permette un supporto continuo, in quanto ciascun professionista può essere contattato ogni giorno in chat per chiarimenti o in caso di effetti collaterali, e il tracciamento del percorso di cura. Il paziente registra le iniezioni e, se ci sono sintomi o effetti collaterali, può indicarne intensità, durata e frequenza.
Informazioni preziose che, da un lato, consentono al team di comprendere se la terapia sta funzionando e intervenire tempestivamente; dall’altro, contribuiscono a costruire un patrimonio di dati sulla risposta ai trattamenti nella pratica clinica quotidiana.
Dalla genetica all’anamnesi: i dati che guidano la terapia
Uno altro dei punti di forza di Holifya, racconta Cestaro, è l’essere data-driven.
«Il dato permette di alimentare questi sistemi di AI che da un lato rendono la terapia molto più personalizzata, aiutando il medico a processare dati che altrimenti non riuscirebbe a elaborare in maniera così completa; dall’altro, aiutano a monitorare e a migliorare di volta in volta la terapia».
Tre le macrocategorie di dati: genetici, ematochimici, anamnestici. Il test genetico è facoltativo, ma può individuare polimorfismi che caratterizzano la malattia di quel singolo paziente.
«C’è chi ha un senso di sazietà alterato, chi ha un metabolismo lento, chi invece metabolizza male i carboidrati e chi i lipidi. Per questo, anche nel caso degli esami ematochimici andiamo ad analizzare parametri un po’ più avanzati rispetto al check-up classico: per esempio, su tutto il filone dell’insulinoresistenza e del diabete non facciamo soltanto la glicemia, ma anche l’emoglobina glicata e l’indice HOMA (Homeostasis Model Assessment)».
IA alleata dello staff medico
Grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, Holifya ha integrato fino a 3mila biomarcatori diversi per paziente e li ha combinati con dati comportamentali e clinici raccolti lungo il percorso di cura (la pubblicazione è prevista entro la fine dell’anno).
«L’IA ci ha permesso di predire meglio il rischio di effetti avversi e di interruzione della terapia, suggerendo al medico il dosaggio più idoneo e riducendo anche i tempi per lo screening di idoneità all’accesso alle cure».
Ma sul tema dell’automazione Cestaro e il suo team hanno ben chiari ruoli e limiti. «Crediamo fortemente che l’AI non sostituirà mai il medico o il professionista sanitario, che avrà sempre l’ultima voce in capitolo. Però può e deve supportarlo tantissimo».
L’IA riduce i tempi, ottimizza i processi e svolge attività di back-office, consentendo al medico di dedicare più tempo alla relazione con il paziente, cogliendo potenzialmente informazioni e sfumature che la sola analisi dei dati rischia di lasciar fuori.
«Il nostro, poi, non è un modello statico: ogni volta che si corregge o si modifica la terapia suggerita, il modello impara. C’è un apprendimento continuo. Io lo chiamo un modello di human in the loop: l’IA elabora i dati e suggerisce una terapia, un dosaggio o interventi lifestyle, per esempio integratori. Il medico decide».
La sfida dell’accessibilità
Con il nuovo round di investimenti, Holifya punta ad ampliare la sua rete di collaborazioni soprattutto con il settore pharma, ma anche con assicurazioni e cliniche.
«Quello dell’obesità è un mercato molto dinamico che sta vedendo tanti cambiamenti. Per esempio, meno di un anno fa, l’Italia l’ha riconosciuta come patologia cronica ed è stato appena istituito l’Osservatorio nazionale sull’obesità, con cui stiamo iniziando a lavorare».
Cestaro non esclude la possibilità di arrivare ad accreditare la struttura presso il Servizio sanitario nazionale, con l’obiettivo di rendere le prestazioni erogate rimborsabili. «Uno dei nostri valori è proprio l’accesso alla cura e lo facciamo già oggi attraverso il digitale che permette di raggiungere anche quelle persone che, per esempio, vivono su un’isola dove non c’è un endocrinologo o dove l’accesso a uno specialista è comunque più difficile, riducendo allo stesso tempo i costi».
Prima l’Italia, poi l’estero: i prossimi passi di Holifya
Il capitale raccolto sarà destinato a tre pilastri strategici: il rafforzamento del team tecnologico e di data analysis e lo sviluppo di modelli proprietari di intelligenza artificiale; la crescita nel segmento B2C e lo sviluppo di partnership distributive strategiche sul territorio italiano; l’espansione del team clinico interno per sostenere l’aumento dei pazienti in cura, insieme a cinque assunzioni mirate nelle aree tech, data e crescita.
Il modello di business di Holifya guarda a quello di player internazionali già affermati nel segmento delle cliniche digitali per il trattamento dell’obesità, come Oviva nel Regno Unito e in Svizzera e Calibrate negli Stati Uniti, ma con un elemento distintivo: l’attenzione alla dimensione territoriale e al contesto socioeconomico in cui vive il paziente.
«Io non credo nella clinica digitale avulsa dal contesto, che ha la sua piattaforma e sta lì a fare videoconsulti». Secondo Cestaro, non si può ignorare la vita reale del paziente, «dall’andare a fare gli esami del sangue al provare ad avere la ricetta tramite il medico di base e andare in farmacia a prendere il farmaco. Questo significa affrontare il tema della rimborsabilità, del Servizio sanitario nazionale, delle assicurazioni, lavorare con le farmacie per la distribuzione ed eventualmente anche spedire a casa il farmaco».
Per i prossimi due anni l’obiettivo è consolidare la leadership sul mercato italiano. Lo sguardo, però, è già rivolto oltre i confini nazionali: tra i mercati considerati più interessanti figurano l’Est Europa, il Medio Oriente e il Nord Africa, aree in cui obesità e patologie metaboliche sono particolarmente diffuse e dove, secondo Holifya, esiste ampio spazio per lo sviluppo di nuovi modelli di cura digitale.


