«Il nostro packaging per farmaci nasce da un fungo»: parla Luca Ficarelli, co-fondatore di Smush Materials

«Il nostro packaging per farmaci nasce da un fungo»: parla Luca Ficarelli, co-fondatore di Smush Materials

di Cristina Bellon
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Cristina Bellon

Perché ne stiamo parlando
Una startup italiana propone un imballaggio naturale e compostabile in grado di sostituire il polistirolo e schiume espanse nella logistica farmaceutica.

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Smush Materials è una giovane realtà lombarda che ha scelto di puntare sul micelio – l’apparato radicale dei funghi -per creare materiali da imballaggio sostenibili e ad alte prestazioni. Compostabili, termoisolanti e meccanicamente robusti, questi materiali si candidano come valida alternativa alle plastiche espanse nel settore pharma.

Abbiamo intervistato Luca Ficarelli, 28 anni, Chief Executive Officer e co-fondatore della startup, per capire come il micelio potrebbe rivoluzionare la logistica dei farmaci.

Dottor Ficarelli, com’è nata Smush Materials e qual è il legame con il vostro background in ingegneria biomedica?

«La startup nasce da un esame della nostra laurea magistrale al Politecnico di Milano. Io e Marco Lenzi, CTO di Smush, studiavamo biomeccanica e biomateriali, e siamo rimasti affascinati dalla biomimetica: copiare strutture naturali per applicazioni tecnologiche. Il micelio ci ha colpiti per la sua intelligenza strutturale e per la capacità di agire da collante naturale. Inizialmente pensavamo a usi biomedicali, poi abbiamo visto il potenziale per creare materiali da imballaggio partendo da scarti agricoli».

Che caratteristiche rendono il vostro materiale adatto all’imballaggio farmaceutico?

«Il nostro materiale è compostabile, termoisolante e sette volte più resistente del polistirolo in compressione. È perfetto per prodotti pesanti, ma anche fragili e termicamente sensibili, come molti farmaci. E soprattutto, al termine del suo utilizzo, può essere smaltito nel compost domestico, degradandosi in 45–90 giorni. Questo lo rende ideale per un settore in cui l’imballaggio è spesso monouso e difficilmente riciclato correttamente».

Che tipo di feedback avete ricevuto dal mondo pharma?

«Abbiamo iniziato test con alcuni grandi attori del settore. C’è forte interesse perché oggi mancano alternative veramente sostenibili ma anche performanti e accessibili economicamente. Le nostre soluzioni offrono un isolamento termico adeguato e ottima protezione meccanica. Certo, restano barriere normative importanti da affrontare, ma ci stiamo lavorando».

Chi c’è dietro Smush? Ci parli del team.

«I fondatori siamo io e Marco Lenzi, entrambi ingegneri biomedici, insieme alla professoressa Sara Mantero del Politecnico di Milano, esperta di biomateriali e chimica, e a Luca Schettino, con background in business e venture capital. Oggi siamo in sei, con competenze che spaziano dalla biotecnologia al design industriale e ingegneria meccanica. Un team interdisciplinare essenziale per sviluppare una tecnologia che unisce scienza, sostenibilità e applicazione industriale».

A che punto siete oggi nello sviluppo e nella produzione?

«Dopo la fondazione nell’aprile 2024, abbiamo chiuso un round pre-seed da 1 milione di euro e stiamo automatizzando la produzione. Questo ci permetterà di abbattere i costi del 60% e diventare competitivi anche con il polistirolo».

Quanto è sostenibile anche dal punto di vista economico il vostro materiale?

«Molto. Le nostre materie prime non sono vergini, ma sono sottoprodotti agricoli a bassissimo costo. In alcuni casi, le aziende sarebbero disposte a pagare per ritirarle. Inoltre, puntiamo su un impianto automatizzato per ridurre il lavoro manuale e scalare la produzione. Il nostro obiettivo è diventare competitivi anche sul prezzo, oltre che sulla sostenibilità e performance».

Keypoints

  • Smush Materials utilizza il micelio fungino per produrre imballaggi compostabili e ad alte prestazioni
  • Il materiale è sette volte più resistente del polistirolo e offre isolamento termico, ideale per la logistica farmaceutica
  • Il packaging si degrada completamente in compost domestico in 45–90 giorni, riducendo l’impatto ambientale
  • Il team fondatore unisce competenze in ingegneria biomedica, chimica, business e design per scalare l’innovazione
  • Smush ha raccolto 1 milione di euro e punta ad automatizzare la produzione per abbattere i costi del 60%

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