Le startup italiane life science nella classifica Sifted 100:Southern Europe

Le startup italiane nella classifica Sifted 100:Southern Europe

di Simona Regina
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Simona Regina

Perché ne stiamo parlando
L’Italia guida l’innovazione tecnologica nell’Europa meridionale. Milano è il principale hub. Cinque le startup italiane HealthTech nella classifica Sifted. CDP Venture Capital il primo degli investitori per numero di imprese innovative in rapida crescita nel proprio portafoglio.

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Il nuovo rapporto Sifted 100: Southern Europe – che analizza le cento startup dell’Europa meridionale che hanno registrato la crescita di fatturato più rapida negli ultimi tre anni finanziari – evidenzia come in questa area del continente stia crescendo il panorama dell’innovazione tecnologica che, come si legge nel documento, «non è mai apparso così vivace». Il mercato, stando ai dati del report, sta premiando maggiormente le soluzioni software dedicate alle imprese e i servizi finanziari digitali, anche se l’applicazione dell’intelligenza artificiale è un fattore competitivo trasversale, e lo è in particolare per le aziende che operano nel settore salute.

Le startup HealthTech in classifica

Sette sono le imprese innovative attive nel campo HealthTech. Di queste cinque sono italiane. Ed è italiana la realtà che occupa la posizione più alta: Carol, al diciassettesimo posto. La startup – che ha sede a Milano – gestisce una piattaforma digitale per i servizi sanitari.
In 34esima posizione troviamo Doctorsa, altra impresa milanese attiva nella sanità digitale. Altre due startup italiane – che rispettivamente occupano il 55esimo e il 56esimo posto – sono Serenis, con sede a Milano, e Unobravo, con sede a Napoli, entrambe attive nel settore della salute mentale. Unobravo è una delle sette startup di tutta la classifica ad aver superato i 100 milioni di euro di fatturato.

Proseguendo nella classifica, InSilicoTrials di Trieste occupa il 68esimo posto e – come abbiamo raccontato qui – opera nel campo del drug discovery attraverso software di simulazione e modellazione. A chiudere il gruppo delle startup in rapida crescita nel settore sono la portoghese knokcare, in posizione ottantasei, e la spagnola Impress, specializzata in tecnologie per l’ortodonzia, al numero novantatre.

Milano, il principale hub dell’innovazione

Il report Sifted analizza le startup ad alta crescita che hanno sede in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia, Cipro, Malta, Andorra, San Marino.
L’Italia consolida la propria posizione nell’ecosistema dell’innovazione tecnologica regionale con il 55% delle aziende in classifica (48% del 2024). Al contrario, la Spagna scende dal 32% (2024) al 27% (2026).

Milano è il polo principale e ospita il 27% delle startup citate nel report (+11% rispetto all’edizione precedente).

Luca de Angelis, amministratore delegato della Tech Europe Foundation dedicata al trasferimento tecnologico, sostiene che «Milano ha tutto ciò che serve», evidenziando la disponibilità di «grandi infrastrutture, ricchezza privata, capitale privato e un settore finanziario molto sviluppato», oltre alla presenza consolidata di grandi aziende sul territorio. Però, nonostante la presenza di questi asset strategici, osserva che «sottoperforma nell’innovazione» rispetto ad altre capitali internazionali dell’innovazione.

Secondo de Angelis, il superamento di questa fase dipende dalla capacità di coordinamento delle risorse esistenti: «gli ingredienti ci sono tutti, ma dobbiamo mescolarli nel modo giusto per generare lo stesso livello di innovazione delle altre capitali».

L’interesse di chi investe e le prospettive di mercato

Secondo Sifted, i dati indicano una maturazione del mercato e l’interesse dal mondo dei capitali.

Niccolò Sanarico, partner di Primo Capital, per esempio racconta: «le mie società in portafoglio vengono contattate direttamente dagli analisti dei principali fondi di investimento». Marco Ogliengo di Jet HR conferma questa tendenza e, addirittura, afferma che «oggi c’è più capitale che buone società in cui investire», ribadendo che quando ha fondato la sua prima società, nel 2015, «esistevano fondamentalmente solo tre fondi italiani».

Per quanto riguarda l’Italia, si evidenzia un ritardo però nell’ampliamento della base degli investimenti possibili. La maggior parte dei finanziamenti di venture capital proviene dal pubblico: l’European Investment Fund, il soggetto più attivo in Europa in questo ambito, e Cassa Depositi e Prestiti. E gli investitori istituzionali italiani – si legge – hanno ridotto il loro impegno negli ultimi anni: a fronte dei ventiquattro fondi sostenuti nel 2023, se ne contano solo dieci nel 2025 (dati PitchBook).

Trend positivi in termini di fatturato e capitale umano. Confrontando i dati degli ultimi tre anni, emerge la crescita costante del fatturato medio delle imprese in classifica: passato da 11,9 milioni di euro nel 2024 a 32,4 milioni di euro nel 2026. Così come è aumentato il numero di aziende cosiddette thoroughbred (con ricavi superiori ai 100 milioni di euro): nessuna nel 2024, 3 nel 2025 e 7 nel 2026.

Per quanto riguarda il personale: il numero medio di dipendenti è quasi raddoppiato nell’ultimo anno, passando da 86 nel 2025 a 154 nel 2026. Mentre sul fronte redditività, dopo il picco del 2025 in cui il 39% delle aziende era in utile, nel 2026 la quota si è attestata al 30%. Età media delle startup: 7 anni.

I principali investitori dell’ecosistema

Il report dedica una sezione ai cinquanta principali investitori e finanziatori, ordinati in base al numero delle startup (in classifica) nel proprio portafoglio e al loro tasso di crescita annuale. La prima posizione è occupata da CDP Venture Capital con quindici startup, seguita dai fondi Vento Ventures (9 starup) e Prana Ventures (6 startup).

Sono diverse le tipologie di operatori, tra cui fondi di venture capital, istituzioni che erogano contributi come l’European Innovation Council e network di business angel, come il Club degli Investitori (con Serenis in portafoglio). Tra gli operatori attivamente impegnati nel supportare l’innovazione HealthTech, anche P101 Ventures e Lumen Ventures che hanno finanziato la startup Carol, Moonstone Fund, United Ventures e Plug and Play che hanno investito in InSilicoTrials. Mentre B4i – Bocconi for innovation – che si posiziona al 13esimo posto – ha investito in Doctorsa.

 

Keypoints

  • È stata pubblicata la classifica Sifted 100 del 2026 che elenca le cento startup a più rapida crescita nell’Europa meridionale.
  • L’Italia domina il panorama regionale rappresentando il 55% delle aziende in lista, con Milano che si conferma il polo principale dell’innovazione.
  • Il comparto HealthTech conta sette startup, di cui cinque italiane, espressione del potenziale delle scienze della vita abbinate all’intelligenza artificiale.
  • Sette realtà della classifica, tra cui l’italiana Unobravo, hanno raggiunto lo status di “thoroughbred” superando i 100 milioni di euro di fatturato.

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