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Maria Grazia Roncarolo (Tr1X): abbiamo sviluppato un donatore universale attraverso l’ingegneria genetica per curare malattie autoimmuni e infiammatorie

Perché ne stiamo parlando
Maria Grazia Roncarolo è una pioniera nel campo della terapia genica e cellulare e ha fondato Tr1X. Company biotech che ha sviluppato una piattaforma per ingegnerizzare le cellule del sangue per il trattamento di malattie del sistema immunitario.

Maria Grazia Roncarolo (Tr1X): abbiamo sviluppato un donatore universale attraverso l’ingegneria genetica per curare malattie autoimmuni e infiammatorie
Maria Grazia Roncarolo, Co-founder, Presidente e Responsabile R&S, Tr1X

“Abbiamo appena sottomesso la richiesta alla Food and Drug Administration per condurre il primo studio clinico di Tr1X: una nuova terapia basata su cellule ingegnerizzate per imitare la funzione delle cellule T regolatorie di tipo 1 (Tr1) che svolgono importanti funzioni nel regolare i meccanismi di difesa del nostro organismo. Se tutto va bene, il trial clinico dovrebbe iniziare ad aprile”. Maria Grazia Roncarolo è entusiasta nel raccontare l’attività di Tr1X, la biotech che ha fondato nel 2021 a La Jolla (San Diego), per sviluppare nuove terapie avanzate per pazienti con malattie autoimmuni e infiammatorie. Sclerosi multipla, artrite reumatoide, diabete di tipo 1, malattia di Crohn, allergie.

Medica. Scienziata. Imprenditrice. Maria Grazia Roncarolo è una pioniera nel campo della terapia genica e cellulare e dopo una lunga carriera in laboratorio (ha diretto l’Institute for Stem Cell Biology and Regenerative Medicine e il Center for Definitive and Curative Medicine alla Stanford University e prima l’Istituto per la terapia genica San Raffaele Telethon di Milano), ora il suo impegno è finalizzato a tradurre i risultati della ricerca accademica in nuove terapie, basate sull’ingegneria genetica.

Dalle cellule T regolatorie di tipo 1 alle cellule Tr1X 

Immunologa pediatrica, studiando le malattie immunitarie ereditarie, Roncarolo ha scoperto una nuova classe di cellule T: le cellule T regolatorie di tipo 1 (Tr1).

“Queste cellule sono molto importanti per mantenere il sistema immunitario in equilibrio e far sì che non si generino errori e non si sviluppino malattie infiammatorie e autoimmuni. Bloccano le cellule che causano la malattia e l’infiammazione, riparano il tessuto danneggiato e, inoltre, giocano un ruolo chiave nel controllare il rigetto dopo trapianto”.

Roncarolo e il suo team hanno sviluppato una tecnologia per poter generare queste cellule a partire dai linfociti del sangue di individui sani e avere a disposizione una banca di cellule – “le nostre Tr1X” – per trattare più pazienti. “È un’idea innovativa che può trasformare la terapia cellulare”. La maggior parte delle terapie geniche cellulari, spiega infatti la Presidente e Responsabile della Ricerca&Sviluppo di Tr1X, sono terapie personalizzate: “Per ogni paziente sviluppiamo il suo farmaco. Non solo questo comporta un processo lungo dai costi molto elevati, ma non sempre è facile sviluppare la terapia partendo dalle cellule del paziente stesso”.

Tr1X ha sviluppato allora una piattaforma per produrre farmaci “off the shelf, pronti all’uso, “una sorta di donatore universale”, per rispondere alle esigenze cliniche di più pazienti che al momento non hanno una cura.

Neva Sgr tra gli investitori della startup statunitense

“Con la nostra terapia possiamo regolare la risposta del sistema immunitario “one shot for life”, con costi drammaticamente ridotti rispetto alle terapie cellulari tradizionali. Perché partendo da cellule di individui sani, possiamo produrre le nostre Tr1X in quantità enormi con tempi e costi molto inferiori”.

Di fatto la startup statunitense, fondata dalla scienziata torinese, ha messo a punto una piattaforma scalabile e modulare che, generando cellule che hanno le stesse proprietà delle cellule immunitarie Tr1, può sviluppare immunoterapie per più malattie immunomediate possibili.

Tra gli investitori di Tr1X c’è anche Neva Sgr, società del Gruppo Intesa Sanpaolo. “Ne sono molto felice, non solo perché essendo italiana sono onorata che un investitore italiano faccia parte della cordata di investitori della Silicon Valley. Ma anche perché sogno di creare una filiale in Italia per poter condurre gli studi clinici anche in Italia e dare accesso ai pazienti italiani e europei a questa terapia innovativa. In fondo, la mia attività di ricerca sulla tecnologia per ingegnerizzare le cellule Tr1 è iniziata quando ero all’Istituto per la Terapia Genica di Milano e mi piacerebbe riportare a casa questa tecnologia. L’anno prossimo esplorerò questa opportunità e l’interesse di altri investitori italiani”.

Trasferimento tecnologico: una sfida da vincere in Italia

A proposito di ricerca traslazionale e di trasferimento tecnologico, Roncarolo sottolinea che “Il brain power italiano è unico: dobbiamo solo metterlo a frutto”.

La ricerca traslazionale per definizione è la capacità di trasferire dal laboratorio al letto del malato i risultati della ricerca scientifica.

“In questo l’Italia non ha nulla da invidiare ai grandi centri americani. Quello che invece si fa fatica a fare è il trasferimento tecnologico, creare cioè valore economico e sociale dalla ricerca, attraverso brevetti e investimenti in company biotech nate dalla ricerca accademica. Su questo purtroppo l’Italia è un po’ indietro anche rispetto ad altri paesi europei, come Olanda, Regno Unito, Germania, ma anche Francia”.

Bisogna mettere a sistema il valore della ricerca italiana attraverso investimenti mirati, ma anche coltivando la cultura imprenditoriale all’interno delle università.

“A lungo in Italia l’ha fatta da padrone l’idea che creare spin off e mettere a reddito la propria ricerca significasse sporcarsi le mani, in realtà credo che chi scopre un farmaco, una molecola, un anticorpo che possa essere d’aiuto a milioni di pazienti abbia il dovere di tradurre il proprio lavoro in trattamenti disponibili sul mercato a beneficio dei pazienti”.

La sostenibilità economica è un fattore cruciale, secondo Roncarolo, per poter portare effettivamente terapie innovative al letto del paziente.
E, a tal proposito, se la scelta di Telethon di farsi carico della produzione e della commercializzazione della terapia genica per l’immunodeficienza ADA-SCID è una sfida coraggiosa e encomiabile, d’altro canto, il caso Strimvelis, secondo Roncarolo, la dice lunga sui limiti del mondo pharma rispetto alle malattie rare.

“Strimvelis è la terapia genica in questione, terapia che ho contribuito a mettere a punto con il mio team e Alessandro Aiuti quando ero al Tiget di Milano. Sono super orgogliosa di questa scelta molto coraggiosa di Telethon. Il caso Strimvelis è l’esempio straordinario di una Fondazione che aderisce alla propria missione: offrire opportunità terapeutiche e renderle accessibili ai pazienti che ne hanno bisogno, bambini e bambine con malattie incurabili. Credo anche però che non si sarebbe arrivati a questo, ovvero che l’azienda farmaceutica Orchard Therapeutics non avrebbe smesso di commercializzare il farmaco se questo servisse a milioni di pazienti”.

Punto chiave, afferma Roncarolo, è il non interesse delle big pharma per le malattie rare, per il mancato ritorno dell’investimento in Drug Discovery and Development.

“L’iter della ricerca traslazionale è molto chiaro: il primo passaggio deve avvenire all’interno dell’accademia, dove per portare il risultato dal laboratorio alla clinica si procede ai Proof of Concept clinical trials, studi con piccoli numeri che consentono di dimostrare sicurezza ed efficacia; il passo successivo coinvolge la biotech che sviluppa il farmaco e prosegue negli studi di fase 1 e 2; poi è la big pharma che deve portare sul mercato e commercializzare il nuovo farmaco. Ma se non c’è un riscontro in termini di numeri e di Billion Dollar Drug, la big pharma difficilmente è interessata a commercializzare una terapia. Ebbene – conclude Roncarolo – l’industria farmaceutica deve assolvere a questo compito anche per le malattie rare”.

Keypoints

  • Tr1X è la biotech fondata nel 2021 per sviluppare nuove terapie avanzate per pazienti con malattie autoimmuni e infiammatorie
  • Maria Grazia Roncarolo è fondatrice e responsabile della Ricerca&Sviluppo di Tr1X
  • Roncarolo, studiando le malattie immunitarie ereditarie, ha scoperto le cellule T regolatorie di tipo 1, Tr1, che svolgono importanti funzioni di regolazione del sistema immunitario
  • Roncarolo e il suo team hanno sviluppato una tecnologia che consente di ingegnerizzare cellule del sangue di individui sani in modo che abbiamo le proprietà delle cellule Tr1
  • La banca di cellule Tr1X rappresenta una sorta di donatore universale per pazienti con malattie infiammatorie e autoimmuni
  • L’obiettivo di Tr1X è portare al letto del paziente una cura “one shot for life”, con costi ridotti rispetto alle terapie cellulari tradizionali
  • Tr1X a dicembre ha presentato alla FDA statunitense la richiesta di approvazione per procedere al primo trial clinico
  • La sostenibilità economica è un fattore cruciale per poter portare terapie innovative al letto del paziente
  • Il caso Strimvelis è indicativo del non interesse delle big pharma per i farmaci per le malattie rare
  • La scelta di Telethon di farsi carico della commercializzazione di Strimvelis è molto coraggiosa

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