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Venture Capital: l’Italia soffre ma tiene e sogna un 2024 da protagonista in Europa

Perché ne stiamo parlando
Nonostante le incertezze che arrivano dallo scenario internazionale, il settore del Venture Capital sembra aver trovato le giuste misure per convivere con tale contesto. Il 2024 si è aperto in modo molto promettente. Deep Tech e Life science continuano a trainare il comparto.

Fabio Mondini de Focatiis, Founding Partner, Growth Capital

La corsa del Venture Capital italiano si arresta. Il 2023 si è chiuso negativamente: con 13 miliardi di euro raccolti in 2.327 round, il quarto trimestre dello scorso anno ha registrato un calo del 22% per ammontare raccolto e del 5% per numero di round rispetto al terzo trimestre. Nonostante ciò, il mercato si è allineato al trend dei mercati internazionali. Quest’anno, trainato da DeepTech e Life science, il comparto potrebbe cambiare rotta. Ne abbiamo parlato con Fabio Mondini de Focatiis, Founding Partner di Growth Capital.

Come si è aperto il 2024?

«In linea con la ripresa iniziata nel 2023, il 2024 è iniziato in modo molto promettente, soprattutto in termini di ammontare investito. Si sono infatti già registrati due megaround: Bending Spoons e MMI (Medical Microinstruments, Inc.), che sono il fattore che ha influenzato sulla riduzione dell’ammontare nel 2023. È, invece, ancora presto per commentare l’andamento dei fondamentali dell’ecosistema, quali la dimensione mediana e la presenza di investitori internazionali, sui quali ipotizziamo comunque una continuazione del trend positivo».

VC in Europa nel 2023: tassi di inflazione più elevati hanno contribuito alla riduzione dei multipli di valutazione delle startup, che bruciano liquidità nel breve periodo con la prospettiva di generare flussi di cassa positivi nel medio-lungo periodo. La maggiore cautela degli investitori ha portato alla diminuzione dei capitali investiti, rendendo più complesso ricevere funding e riducendo il potere negoziale delle startup. Quali sono le previsioni per il 2024?

«A fronte dei timidi segnali di ripresa del secondo semestre 2023, della stabilizzazione dei fattori di discontinuità che hanno caratterizzato il mercato negli ultimi 18 mesi e della importante pipeline di startup Early Stage che hanno raccolto fondi negli ultimi mesi, si prevede che il 2024 supererà i risultati di ammontare investito del 2023, anche alla luce di un probabile rallentamento dell’inflazione che renderà più attraenti gli investimenti in startup».

Con 55 miliardi di euro raccolti in Europa in 10.740 round, il 2023 è comparabile ai livelli del 2020, lontano dal 2021 (-48%) e dal 2022 (-44%). Quali sono le cause?

«Il rallentamento degli investimenti registrato in Europa, e in particolare la riduzione del numero di megaround, è in linea con quanto visto negli Stati Uniti e in Asia, ovvero un riallineamento alla traiettoria di crescita tracciata nell’ultimo decennio, dopo il boom di investimenti del 2021 e 2022 generato dalla perfetta congiunzione astrale tra condizioni macroeconomiche, domanda di capitali da parte delle startup e capacità di deployment dei fondi di investimento».

Principali ecosistemi VC in Europa: in tre anni il divario tra l’Italia e i principali ecosistemi europei (Spagna, Germania, Gran Bretagna e Francia) si è dimezzato. Riusciremo a colmare ulteriormente il gap in futuro?

«Negli ultimi 3 anni il gap si è dimezzato perché l’ecosistema italiano è cresciuto in percentuale in modo rilevante, mentre gli altri paesi sono rimasti quasi stabili. È realistico aspettarsi che il gap continuerà a restringersi fintanto che cresceremo più rapidamente degli altri paesi, ma è altrettanto probabile che tale tasso di crescita rallenti naturalmente con la maturazione dell’ecosistema».

Nel quarto trimestre 2023, in Italia, DeepTech guida la classifica in termini di ammontare raccolto, seguito da Life science e Food & Agriculture. I primi tre settori rappresentano circa il 70% dell’ammontare del trimestre. Nel 2024 rimarranno le colonne portanti dell’innovazione italiana?

«Guardando al totale del 2023, DeepTech è stato il settore che ha raccolto di più, seguito da Software e Life science. Nel 2021 e nel 2022, tuttavia, erano stati FinTech e Smart City ad occupare i due gradini più alti del podio. Per il 2024 potremmo vedere un ritorno in auge di questi due settori, ma non escludiamo che il Life science e il DeepTech continuino a registrare ottimi risultati».

Il 2023 segna il massimo storico in termini di Exit per startup e società VC-backed: 40 M&A (Mergers and Acquisitions) e 3 IPO (Offerta pubblica iniziale), +13% rispetto al 2022. Cosa ci aspetteremo quest’anno?

«In valore assoluto, ci si aspetta che il numero delle exit prosegua il trend di crescita che ha caratterizzato gli ultimi 4 anni. La maggior parte dell’M&A sarà ancora influenzata da logiche di buy-and-build e salvataggio, soprattutto per le società che non sono riuscite ad estendere il runway negli ultimi 18 mesi e che rappresentano un target ideale a valutazioni relativamente ridotte. Di conseguenza, nel 2024 saranno ancora poche le M&A di successo, il cui numero tuttavia salirà nel medio termine in linea con lo sviluppo dell’ecosistema. Le IPO continueranno ad essere marginali, anche a causa di un mercato borsistico meno sviluppato che nei principali paesi europei».

Il 26 febbraio è stato presentato il Primo Report LISTUP, frutto dell’Osservatorio di ricerca di Indicon SB nato nel 2023, in collaborazione con Growth Capital, Italian Tech Alliance e InnovUp. L’obiettivo principale dell’Osservatorio è condurre un’analisi dettagliata sull’ecosistema innovativo nel settore Life science in Italia. In futuro, quale ruolo avrà il comparto in Italia?

«Il settore Life science rappresenta una componente importante dell’ecosistema del Venture Capital italiano, soprattutto in termini di proprietà intellettuale generata e di investimenti ottenuti. Il settore Life science richiede spesso conoscenze molto specifiche e solitamente è molto capital intensive già in fase Early: pertanto, ancor più che per altri settori, la sua fortuna dipenderà in modo particolare dalla nascita di acceleratori e fondi di investimento verticali, come stiamo iniziando a vedere in Italia e come già accade negli altri paesi europei».

Il Venture Capital italiano negli ultimi anni è cresciuto a un ritmo significativo, contribuendo allo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione dello Stivale. Il gap con i paesi competitor si è ridotto. Life science e Deep Tech rimangono i fiori all’occhiello. Dopo la frenata dello scorso anno, le prospettive per la prima metà del 2024 nel settore indicano un rafforzamento dell’ottimismo.

Keypoints

  • VC, il 2023 si è chiuso negativamente: 13 miliardi di euro raccolti in 2.327 round
  • Il quarto trimestre dello scorso anno ha registrato un calo del 22% per ammontare raccolto
  • Il 5% per numero di round rispetto al terzo trimestre
  • Con 55 miliardi di euro raccolti in Europa in 10.740 round, il 2023 è comparabile ai livelli del 2020
  • Guardando al totale del 2023 in Italia, DeepTech è stato il settore che ha raccolto di più
  • Nel 2021 e nel 2022 erano stati FinTech e Smart City ad occupare i due gradini più alti del podio

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